Ravenna Festival 2026: programma, concerti e date

Ravenna Festival 2026: programma, concerti e date

Ravenna Festival 2026: il programma completo nel segno di San Francesco

C’è una città in Italia che ogni estate si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto, dove la musica classica si mescola al jazz, la danza dialoga con il teatro e l’arte incontra la spiritualità tra mosaici millenari e piazze cariche di storia. È Ravenna, e il suo festival è uno degli appuntamenti culturali più attesi d’Italia. La trentasettesima edizione del Ravenna Festival 2026 porta con sé un tema di straordinaria profondità e attualità: la figura di San Francesco d’Assisi, nel settecentocinquantesimo anniversario dalla sua morte, sotto il patrocinio del Comitato Nazionale delle Celebrazioni. Per chi vuole vivere Ravenna non solo come meta turistica ma come esperienza culturale autentica, questa è l’occasione da non perdere.

Il Ravenna Festival: una storia di eccellenza culturale

Nato nel 1990, il Ravenna Festival è diventato in pochi decenni uno degli eventi musicali e culturali di riferimento a livello europeo. Ogni anno richiama artisti di fama internazionale, appassionati di musica, turisti e curiosi da ogni parte del mondo, offrendo una programmazione che spazia dalla musica sinfonica all’opera lirica, dalla danza contemporanea al teatro, fino al jazz e alla musica popolare. La città di Ravenna fa da scenografia naturale a tutto questo: monumenti UNESCO, basiliche paleocristiane, il Mausoleo di Galla Placidia, la Rocca Brancaleone — luoghi che diventano sale da concerto uniche al mondo.

La trentasettesima edizione, presentata il 7 febbraio al Teatro Alighieri davanti a un pubblico gremito, si preannuncia particolarmente ricca. Oltre 120 spettacoli in programma, una presenza stimata di decine di migliaia di spettatori e un bilancio 2025 chiuso in pareggio grazie agli 80.000 spettatori che hanno sostenuto il festival con la loro presenza: numeri che parlano da soli e confermano la vitalità di un evento che non conosce crisi.

Il tema del 2026: “Nacque al mondo un sole” — San Francesco d’Assisi

Al cuore della XXXVII edizione c’è una figura che attraversa i secoli senza perdere nulla della sua forza evocativa: Francesco d’Assisi. Il verso dantesco scelto come fil rouge — «Nacque al mondo un sole» (Paradiso, XI, 50) — è già un programma estetico e spirituale. Dante stesso, del resto, è ospite ideale del festival, con la sua poesia che torna a prestare voce e immagini a questo straordinario progetto culturale.

Ma perché Francesco, oggi? La risposta la dà la presentazione ufficiale del festival con parole di rara lucidità: «In un presente dominato dal capitalismo, dallo sfruttamento delle risorse naturali e umane, dalla crescita dell’intolleranza, dalle logiche della prevaricazione, Francesco è il santo di un nuovo umanesimo: non appartiene più solo ai credenti, ma anche a coloro che invocano la pace, la sostenibilità, il dialogo fra culture e religioni, la solidarietà». Un messaggio universale, laico e spirituale insieme, che il festival traduce in musica, teatro, danza e parola.

Francesco che parla agli animali, che incontra il sultano d’Egitto, che scrive il Cantico delle Creature — il primo testo poetico in volgare italiano — e che sceglie la povertà radicale come forma di libertà assoluta. Una figura complessa, contraddittoria, modernissima, capace di parlare al cuore di ogni spettatore, credente o laico che sia.

Il concerto inaugurale: Anne-Sophie Mutter e la Royal Philharmonic Orchestra

Il Festival si apre il 21 maggio con un concerto inaugurale che è già un evento nell’evento. Torna a Ravenna la straordinaria violinista tedesca Anne-Sophie Mutter, solista con la Royal Philharmonic Orchestra diretta dal maestro Vasily Petrenko. Un appuntamento da segnare in agenda con settimane di anticipo, visto che i biglietti per i concerti inaugurali del Ravenna Festival si esauriscono rapidamente.

Ma non è tutto. La sera stessa, o nelle serate immediatamente successive, sarà Riccardo Muti a salire sul podio dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini per dirigere Nobilissima visione di Paul Hindemith, il celebre balletto sulla vita di San Francesco. A seguire, Muti converserà con il filosofo Massimo Cacciari sull’influenza che il Poverello di Assisi ha esercitato su Dante e Giotto — due giganti della cultura italiana che al santo si sono ispirati in modo determinante. Un dialogo tra musica, filosofia e storia dell’arte che raramente si può ascoltare dal vivo con questa qualità e profondità.

Riccardo Muti e il progetto “Cantare amantis est”

Il Maestro Muti sarà protagonista anche l’1 e 2 giugno con la seconda edizione di Cantare amantis est, un progetto corale che raccoglie voci da tutta Italia in due giorni intensi di lezioni aperte, prove e spettacolo finale. Un’iniziativa pensata per avvicinare il grande pubblico alla musica corale e per valorizzare il patrimonio vocale del paese. Muti tornerà poi sul podio della Cherubini a fine giugno e con The Philharmonic Brass a luglio.

La Rocca Brancaleone riapre: jazz, cinema e grandi notti d’estate

Una delle notizie più attese dai ravennati e dagli appassionati del festival è il ritorno degli spettacoli alla Rocca Brancaleone. La storica fortezza veneziana del XV secolo, dopo anni di restauro e riqualificazione, riapre finalmente le sue porte al pubblico e al festival. Il sindaco Alessandro Barattoni ha voluto sottolineare questo momento come un vero e proprio regalo alla città e alla sua comunità culturale.

La Rocca ospiterà serate di grande fascino, tra cui concerti jazz di altissimo livello: attesi sul palco Stefano Bollani All Stars e il leggendario chitarrista americano Pat Metheny. Ma non solo musica dal vivo: la Rocca farà da cornice anche a Fantasia in Concert — Live to Film, uno degli appuntamenti più amati dal pubblico di ogni età, dove la musica orchestrale dal vivo accompagna in tempo reale le immagini del capolavoro animato Disney.

Il programma francescano: teatro, musica antica e performance contemporanee

Il tema di San Francesco si snoda attraverso l’intera programmazione con una ricchezza e una varietà che sorprendono. Tra gli appuntamenti più interessanti spicca la prima assoluta de “Il Santo folle”, opera teatrale musicale scritta da Guido Barbieri sull’incontro storico tra Francesco e il sultano d’Egitto Malek al-Kamil, su musica del compositore Marcello Fera. Un episodio poco conosciuto ma straordinario della vita del santo, che nel 1219, in piena crociata, attraversò le linee nemiche per parlare di pace con il sultano.

L’Ensemble Micrologus, specializzato nella musica medievale, propone una ricostruzione sonora del Cantico delle Creature, il capolavoro poetico francescano, con strumenti e pratiche esecutive dell’epoca. Un’esperienza che trasporta l’ascoltatore nel cuore del Duecento italiano. Il dittico Da Greccio al presepe napoletano è invece un omaggio a Roberto De Simone e alla tradizione del presepe come forma d’arte popolare e spirituale.

Particolarmente suggestiva è l’Opera da quartiere: Francesco e il lupo, pensata per essere rappresentata direttamente nei quartieri di Ravenna, portando la cultura nelle strade e nelle piazze della città quotidiana — un gesto profondamente francescano, si potrebbe dire. Parallelamente, OperaPaese per Ravenna di Giorgio Battistelli porta in scena gli artigiani del territorio, celebrando il lavoro manuale come forma di dignità e creatività.

Lo storico Franco Cardini e la performance audiovisiva

Il medievalista Franco Cardini, tra i maggiori esperti italiani di San Francesco e delle crociate, terrà una lectio magistralis in compagnia del gruppo laReverdie, specializzato nella musica medievale. Completa il percorso francescano la performance audiovisiva Nessun cielo è senza luce, un’installazione di grande suggestione visiva e sonora.

Danza, teatro e letteratura: la programmazione artistica completa

Il Ravenna Festival non è mai solo musica. La sezione danza porta in scena tre spettacoli di grande impatto: Murmuration Level 2 del coreografo Sadeck Berrabah, Infinite Approach del funambolico Yoann Bourgeois — noto per le sue installazioni acrobatiche tra fisica e poesia — e la Sergio Bernal Dance Company con due titoli, Rango e il celeberrimo Bolero di Ravel.

Il teatro offre una stagione di alto profilo: l’Antigone di Sofocle nella riscrittura di Marco Martinelli, regista ravennate di fama internazionale; Storia del nuovo cognome di Fanny & Alexander, tratto dall’omonimo romanzo di Elena Ferrante; Viaggio in Occidente del Grande Teatro di Lido Adriano. Torna anche la collaborazione con Pompei, con la rimessa in scena delle Baccanti di Euripide nella regia di Micha van Hoecke.

Tra gli appuntamenti più intimi e letterari, la dedica ad Allegra Byron — la figlia illegittima del poeta romantico Lord Byron, vissuta e morta a Ravenna — portata in scena da Elena Bucci e Paolo Baioni ai Musei Byron e del Risorgimento. E ancora, Luṣ, spettacolo in dialetto romagnolo di Ermanna Montanari su testo di Nevio Spadoni, musica di Luigi Ceccarelli e contrabbasso di Daniele Roccato.

Gli ospiti internazionali del festival

La lista degli ospiti attesi fino all’11 luglio è un catalogo di eccellenze: il direttore Kent Nagano, il compositore Nicola Piovani con l’attore Toni Servillo, il pianista Filippo Gorini e la violinista Giovanna Baviera in residenza, la Münchener Kammerorchester con Enrico Onofri, il giovane violinista campano Giuseppe Gibboni, la bassista americana Nik West, il DJ e produttore Jeff Mills, la cantante portoghese Dulce Pontes, il leggendario ensemble vocale americano The Chanticleer, e ancora Ambra Angiolini, Emma Nolde, lo psicoanalista e saggista Massimo Recalcati e il giornalista Fabio Canino.

Il Mausoleo di Teodorico: 1500 anni di storia

Il 2026 segna il 1500° anniversario della morte di Teodorico il Grande, il re ostrogoto che fece di Ravenna una delle capitali più splendide dell’Occidente tardoantico. Il Festival commemora questo anniversario con una lectio dello storico dell’arte Jacopo Veneziani direttamente al Mausoleo di Teodorico, il monumento funerario che il re barbarico fece costruire per sé alla periferia di Ravenna. Un appuntamento che trasforma la visita a un sito UNESCO in un’esperienza culturale viva e contemporanea.

Romagna in fiore e la Trilogia d’Autunno: il festival oltre l’estate

Il Ravenna Festival non si esaurisce con i mesi estivi. Due segmenti di programmazione molto amati allargano il calendario ben oltre luglio. Romagna in fiore torna dall’1 al 24 maggio, con quattro weekend di concerti all’aperto in spazi verdi della Romagna, in un formato ecosostenibile e diffuso che porta la musica in borghi, giardini e parchi della regione. Un modo bellissimo per scoprire i territori romagnoli abbinando natura, cultura e musica.

In autunno, la Trilogia d’Autunno — quest’anno intitolata Mozart 1791 — si svolge al Teatro Alighieri dal 13 al 17 novembre, dedicandosi all’ultimo anno di vita del genio di Salisburgo, quello del Flauto Magico, del Requiem incompiuto e di una creatività che bruciò con straordinaria intensità fino all’ultimo giorno.

Come organizzare la visita a Ravenna durante il Festival

Ravenna durante il festival è una città magica ma anche molto affollata, specialmente nei fine settimana di giugno e luglio. Per chi vuole vivere questa esperienza nel modo migliore, qualche consiglio pratico è indispensabile. I biglietti per gli spettacoli più attesi — concerti di Muti, Anne-Sophie Mutter, Pat Metheny — vanno acquistati con settimane o mesi di anticipo sul sito ufficiale del Ravenna Festival. Molti spettacoli di teatro, danza e musica da camera hanno invece disponibilità fino a pochi giorni prima.

Ravenna è una città a misura d’uomo, perfettamente percorribile a piedi o in bicicletta, con tutti i principali monumenti UNESCO concentrati in pochi chilometri quadrati. Una visita guidata ai mosaici paleocristiani prima di un concerto serale è un’esperienza che rimane impressa per sempre: l’oro dei mosaici di Galla Placidia o di Sant’Apollinare Nuovo, visti al tramonto prima di ascoltare musica dal vivo, è qualcosa di difficilmente descrivibile a parole.

Ravenna Festival 2026, un’esperienza da vivere almeno una volta nella vita

Il Ravenna Festival 2026 è molto più di una rassegna musicale: è un viaggio nell’anima dell’Europa, un dialogo tra passato e presente, un invito a fermarsi e a chiedersi — come Francesco d’Assisi fece ottocento anni fa — che cosa conta davvero. In una città che porta nel suo nome e nei suoi mosaici la memoria dell’impero e la promessa della luce, questo festival è l’occasione perfetta per scoprire Ravenna in tutta la sua profondità. Segna le date, prenota i biglietti, e vieni a scoprire perché questa piccola città romagnola è, ogni estate, al centro del mondo.

Scopri Ravenna con una guida turistica d’eccezione

Ravenna è una di quelle città che si possono visitare mille volte e scoprire sempre qualcosa di nuovo. I suoi mosaici paleocristiani, patrimonio UNESCO tra i più straordinari del mondo, nascondono simboli, storie e segreti che solo uno sguardo esperto sa svelare. Camminare tra le navate di Sant’Apollinare Nuovo o sostare nel silenzio dorato del Mausoleo di Galla Placidia è un’esperienza che cambia profondità se qualcuno ti racconta il contesto, i personaggi, le scelte iconografiche che hanno resistito a quindici secoli di storia.

Sono Cinzia Tittarelli, guida turistica abilitata, e accompagno visitatori, gruppi e appassionati alla scoperta di Ravenna da anni. Conosco ogni angolo di questa città: le basiliche più famose e quelle meno frequentate, i palazzi dimenticati, le strade dove Byron passeggiava di notte, i mercati, le osterie storiche, i punti panoramici che non trovi su nessuna guida stampata.

Un tour su misura, pensato per te

Che tu stia pianificando una visita in occasione del Ravenna Festival o semplicemente voglia esplorare la città con calma e curiosità, posso costruire un percorso personalizzato che risponda alle tue esigenze: una mattinata tra i mosaici prima del concerto serale, un tour tematico su Dante o su Teodorico, una visita dedicata ai più piccoli, oppure un itinerario lento e narrativo per chi vuole davvero sentire Ravenna più che semplicemente vederla.

Lavoro con gruppi privati, famiglie, scuole, aziende e associazioni culturali. Offro visite in italiano e in inglese, con la possibilità di percorsi combinati che uniscono la città storica al territorio circostante: le pinete, il Delta del Po, i borghi della Romagna profonda.

Perché scegliere una guida locale

In un’epoca in cui le informazioni sono ovunque, la differenza la fa la relazione umana e la competenza sul campo. Una guida locale non ti legge una didascalia: ti racconta una storia. Ti fa alzare gli occhi al momento giusto. Ti porta dove i turisti non arrivano. Ti spiega perché Ravenna, città di appena 160.000 abitanti, ha cambiato per tre volte la storia dell’Occidente. Questo è ciò che puoi aspettarti da una visita con me.

Come prenotare la tua visita guidata a Ravenna

Contattami attraverso il form di contatto presente su questo sito, oppure scrivimi direttamente via email o WhatsApp. Sarò felice di risponderti entro 24 ore per definire insieme data, orario, durata e itinerario del tour. Per i periodi del festival ti consiglio di prenotare con largo anticipo: la disponibilità nei fine settimana di giugno e luglio si esaurisce in fretta.

Ravenna ti aspetta — e io sono pronta a mostrartela

Non esiste modo migliore di vivere il Ravenna Festival 2026 che arrivare in città già sapendo dove guardare, cosa cercare, quali storie portarsi a casa. Lascia che la musica di Muti e il silenzio dei mosaici si parlino nella tua memoria come hanno fatto per secoli in questa città unica. Prenota la tua visita guidata e trasforma un viaggio in un’esperienza che non dimenticherai.

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