Il Pavimento di Nicola Montalbini: il mosaico che ha conquistato Ravenna

Il Pavimento, Porta Adriana, Ravenna - Opera di Nicola Montalbini per la IX Biennale del Mosaico Contemporaneo

Il Pavimento di Porta Adriana: il mosaico contemporaneo che sta facendo innamorare Ravenna

Un’opera d’arte che ha “smosso qualcosa in città”

A Ravenna, città patrimonio UNESCO celebre in tutto il mondo per i suoi mosaici millenari, sta accadendo qualcosa di straordinario. Sotto gli archi di Porta Adriana, una delle storiche porte cittadine, è nato un nuovo capolavoro musivo che in meno di due settimane dall’inaugurazione è già sulla bocca di tutti: Il Pavimento dell’artista Nicola Montalbini.

Inaugurato il 17 ottobre 2025 nell’ambito della IX Biennale del Mosaico Contemporaneo, questo tappeto musivo di 50 metri quadri sta conquistando cittadini, turisti, commercianti e amministratori. Il successo è tale che è già partita la battaglia per renderlo permanente, nonostante la sua rimozione sia prevista per il 18 gennaio 2026.

Un viaggio nel tempo attraverso tessere e memorie

Il Pavimento non è un semplice mosaico: è un viaggio attraverso il tempo e le memorie della città, un’opera che dialoga con la grande tradizione musiva ravennate reinterpretandola con linguaggio contemporaneo.

Camminando sotto gli archi di Porta Adriana, vi ritroverete circondati da creature fantastiche e simboli carichi di significato:

Le quattro sentinelle agli angoli

Il Pavimento, Porta Adriana, Ravenna - Opera di Nicola Montalbini per la IX Biennale del Mosaico ContemporaneoOrso, Leone, Tigre e Struzzo vegliano sul Pavimento come guardiani silenziosi. Ispirati ai mosaici di caccia dell’antichità, questi animali un tempo vittime innocenti qui vedono le loro ferite curate, trasformandosi in simboli di giustizia e redenzione.

I mostri e le creature mitologiche

Dal Kantharos di Boxford si abbeverano piccioni in cerca di pace. La sirena Elettra, eco del tritone della Cattedrale di Otranto, incarna Ravenna stessa: come la Sirenetta che rinuncia alla voce per una vita terrestre, così la città ha prosciugato le sue acque perdendo il suo elemento vitale.

Di fronte a lei, il Pavone ricomposto come un Frankenstein aviario dal frammento della Basilica della Ca’ Bianca, con la testa ricucita in un gioco tra antico e contemporaneo.

Il cuore pulsante: il Campanile

Il Pavimento, Porta Adriana, Ravenna - Opera di Nicola Montalbini per la IX Biennale del Mosaico ContemporaneoAl centro si erge il Campanile di San Giovanni Evangelista, chiamato affettuosamente “Millo” in onore di Mario, nonno dell’artista. Gelataio e ricostruttore del campanile nel dopoguerra, Mario nascose nel cemento una scatola con il suo nome, un segreto custodito per generazioni e ora celebrato in questo mosaico.

La dea e il verme cosmico

Tyche, la dea della fortuna con corona turrita, emerge dalle acque come una creatura lovecraftiana, protettrice della città scoperta a Classe nel 1970. Accanto a lei, Pelagio, il gigantesco verme della Basilica di San Giovanni Evangelista (1213), composto da frammenti del pavimento di Classe, bruca cigli rossi con la sua testa coronata da una fenice.

Ricordi personali e memorie collettive

Montalbini ha intrecciato alla grande storia anche memorie personali: l’archeologa ravennate Maria Grazia Maioli, recentemente scomparsa; l’amata gatta Trilli che sbuca da un angolo; e naturalmente il nonno Mario, il gelataio che aiutò a ricostruire la città.

Un’opera corale nata dal lavoro di squadra

Il Pavimento, Porta Adriana, Ravenna - Opera di Nicola Montalbini per la IX Biennale del Mosaico Contemporaneo“Il lavoro di squadra è stato fondamentale, perché una cosa così da soli non la si può fare”, sottolinea Montalbini. E infatti Il Pavimento è frutto di una collaborazione straordinaria durata due anni:

  • Il Gruppo Mosaicisti Ravenna di Marco Santi e l’associazione marte
  • L’Accademia di Belle Arti di Ravenna con studenti e studentesse: Roberta Casadei, Francesca Fantoni, Lorenzo Baruzzi, Chiara Cappucci, Yinzhuoran Cheng, Martina Di Mattia, Mattia Farinelli, Chiara Ferraresi, Xia Lingjie, Hernan Lombardo, Marica Zanga
  • La curatela di Daniele Torcellini ed Eleonora Savorelli
  • Il sostegno del Comune di Ravenna e degli sponsor Mapei e Profilpas

“È un’opera punk destinata alla città”

Il successo è stato immediato e travolgente. Tantissimi i commenti positivi dal vivo e sul web. Le liste civiche Viva Ravenna e La Pigna hanno chiesto che diventi permanente, i commercianti del centro storico hanno avviato una raccolta firme, l’amministrazione comunale si è detta favorevole.

Montalbini, felicemente sorpreso, commenta: “Ha smosso qualcosa in città. È un’opera punk destinata alla città e se la città vorrà tenerla ne sarò felice, ma non voglio imporre nessuna decisione, che spetta invece alla comunità”.

L’assessore alla Cultura Fabio Sbaraglia ha dichiarato: “Il Comune non è contrario a prolungare l’installazione. Ma l’area è vincolata e le valutazioni sono subordinate al parere della Soprintendenza”. La palla passa dunque alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio.

Perché visitare Il Pavimento adesso

Il tempo stringe: l’opera è visibile fino al 18 gennaio 2026, a meno che la mobilitazione cittadina non riesca a renderla permanente. Ma non aspettate gli ultimi giorni!

Questo è il momento perfetto per:

  • Scoprire un’opera che sta già facendo storia nell’arte musiva contemporanea
  • Vedere come la tradizione millenaria del mosaico ravennate si rinnova nel XXI secolo
  • Partecipare a un momento speciale per la città, quando un’opera d’arte diventa catalizzatore di discussioni e passioni collettive
  • Fotografare e condividere un’installazione che sta conquistando i social e il cuore dei ravennati

Ravenna: molto più del Pavimento

Il Pavimento è solo l’ultima meraviglia di una città che è un museo a cielo aperto. Ravenna custodisce otto monumenti UNESCO con i mosaici bizantini più belli del mondo occidentale, chiese millenarie, la tomba di Dante Alighieri, pinete secolari e il porto sul mare Adriatico.

Ma Ravenna non è solo passato: è una città viva, con una scena culturale vibrante, ottimi ristoranti dove gustare la piadina e i cappelletti, mercati storici e una qualità della vita invidiabile.

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  • I significati nascosti del Pavimento e i suoi collegamenti con i mosaici antichi
  • Le storie segrete dei monumenti UNESCO
  • Gli angoli meno conosciuti ma imperdibili della città
  • I migliori posti dove mangiare e fare shopping come un vero ravennate

Un tour guidato trasforma una visita in un’esperienza indimenticabile, permettendovi di cogliere sfumature e connessioni che da soli rischiereste di perdere.


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